La Voce dell'Alberti

In merito alla conferenza che ha avuto luogo nell'aula magna della nostra scuola il giorno 22 Aprile, noi studenti del liceo scientifico Alberti ci sentiamo più che lontani dalla decisione del preside di commemorare la ricorrenza del Natale di Roma, festa dove è impossibile non ritrovare un contenuto apologetico in direzione di un passato contrastante con i principi fondanti della Repubblica e con quelli della scuola, luogo basato di fatto sull’antirazzismo e antifascismo in quanto luogo di inclusione, di solidarietà, di uguaglianza e libero pensiero.  

La storia del nostro liceo è abbastanza travagliata: inizialmente, la sede di viale Colombo era un educatorio per minori che si occupava di insegnare ai ragazzi meno disciplinati il mestiere di marinai. Dopo la seconda guerra mondiale molti bambini rimasero orfani, soli e senza un posto dove stare. L'ex educatorio diventò il luogo dove un certo padre Francesco accoglieva i ragazzi. Le consuetudini erano il catechismo per tutti, la scuola per i più piccoli, mentre per gli adolescenti c'erano laboratori finalizzati alla pratica di un lavoro. Questi ultimi diventavano artigiani, commercianti e imprenditori, invece i più ambiziosi proseguivano gli studi riuscendo a laurearsi. Verso i primi anni ‘50, gli alunni diventavano sempre più numerosi tanto che nacque l'esigenza di usufruire di spazi più grandi. Fu in questo momento che gli ex alunni poterono avere la possibilità, andata via troppo presto, di avere un futuro. E fu proprio grazie anche a loro che l' edificio poté assumere un vero titolo. Si chiamava Bacaredda, era una scuola per geometri e solo dopo le numerose manifestazioni riuscì a offrire agli studenti un corso che anziché durare tre anni ne durava cinque. Intanto, i ragazzi sentivano il bisogno di frequentare un liceo scientifico. Siccome il Pacinotti e il Michelangelo non potevano ospitarli tutti, nacque il liceo scientifico “Leon Battista Alberti”. La nuova scuola andava così bene e il numero degli iscritti cresceva sempre più tanto che, verso gli anni ‘90, il liceo acquisì anche la sede di via Ravenna. È grazie al lavoro di gente comune capace di offrire a giovani ragazzi una valida formazione per integrarsi nella società se oggi noi ragazzi possiamo avere una scuola in grado di prepararci ad affrontare il mondo del lavoro e dell'università

A cura di Antonella Manca

 

Il 16 aprile, ho incontrato Alessandro Pisu, studente di 5°F del nostro liceo. Alessandro nel settembre del 2011 ha iniziato a scrivere il suo primo libro, “Devil Savior”, pubblicato nel 2015. Pertanto, ho chiesto ad Alessandro di parlarci un po’ di questo suo traguardo.

Il liceo statale Giordano Bruno di Albenga, in collaborazione con il comune e con la fondazione A. De Mari, ormai da diciannove anni organizza il concorso letterario per ragazzi di scuole medie superiori ed equivalenti europee ”C’era una svolta”. I concorrenti ricevono l’inizio di un racconto e nel corso di un pomeriggio devono trovare un modo per continuarlo.

Giovedì 12 novembre si è svolta la prova in tutte le scuole partecipanti in contemporanea. Paolo Giordano, autore del libro “La Solitudine dei Numeri Primi”, ha scritto l’incipit del racconto.

Quest’anno i racconti presentati  erano circa quattromila, giudicati da una giuria composta da ex alunni ed ex docenti delle scuole coinvolte che ha scelto i i finalisti. Paolo Giordano proclamerà il vincitore e formulerà una classifica. Il 23 aprile ci saranno le premiazioni con un primo premio di 500 euro.

La giuria ha anche pubblicato, insieme ai nomi dei finalisti, una lista di trenta ragazzi che hanno scritto un racconto che si è particolarmente distinto tra gli altri. Quest’anno nell’elenco è stato incluso anche il nome di una nostra compagna di scuola e collaboratrice del nostro giornale scolastico, Alessandra Brozzu. Con il suo racconto, Alessandra ha guadagnato una menzione speciale tra i racconti distinti esterni, lista che include trenta ragazzi da tutta Italia e da alcune scuole europee. Con queste poche righe ci congratuliamo con Alessandra e le auguriamo successo grazie a questo suo talento nel futuro.

A cura di Simona Mura.

L’Alberti si dimostra presente e attivo anche all’estero: a testimonianza di ciò vi è la recente partecipazione alla XII edizione del PuszMUN, una simulazione dell’assemblea ONU organizzata dal liceo Puszkin, della città polacca di Gorzow Wielkopolski, nei giorni 3, 4 e 5 Marzo, a cui hanno preso parte ragazzi italiani, tedeschi, svedesi e polacchi. A rappresentare l’Alberti, 6 ragazzi: Alice Facchini (4F), Andrea Atzori (5G), Francesco Brozzu (5G), Giulia Soro (5B), Marta Obinu (5F) e Samuele Murgia (4B). Divisi in due delegazioni (Albania e Argentina), hanno avuto l’opportunità di confrontarsi e di dibattere con loro coetanei su temi come l’immigrazione, la violenza sulle donne e i conflitti tra paesi confinanti. Un’esperienza formativa, dunque, che ha anche permesso loro di conoscere uno stile di vita diverso dal proprio, per il fatto che, nei tre giorni in cui si è svolta la simulazione, sono stati ospitati dalle famiglie di alcuni ragazzi frequentanti il liceo di Gorzow. Nulla di ciò sarebbe stato possibile, però, senza il lavoro della prof. Maria Assunta Melis, che si è occupata della preparazione dei ragazzi, o senza quello della prof. Federica Demuru e del preside Raffaele Rossi, che hanno accompagnato i ragazzi in viaggio. Il nostro liceo si prepara a prendere parte anche ai MUN di Nuoro (FermiMUN), che si terrà il 13, il 14 e il 15 Aprile, e di Sassari (SpanoMUN), che si svolgerà invece a fine Aprile.

A cura di Samuele Murgia