La Voce dell'Alberti

STRADE PRINCIPALI E STRADE SECONDARIE

 

(Paul Klee)

 

Ispirato da un viaggio in Egitto nel 1928, l’autore ha voluto rappresentare le

sensazioni destate dalle strade che dalle pianure del Nilo conducono fino al deserto.

La visione è delimitata da due diagonali che si avvicinano in lontananza ed è ben

visibile la strada principale. Tutto il dipinto si basa sull' intreccio ritmico di linee e

strati orizzontali di colore. Le linee diagonali spezzate delle strade secondarie

sembrano richiamare l'immagine delle dune di sabbia. I toni di colore sono tenui

come quelli degli acquerelli che l’artista dipinse in seguito al ritorno dall’Egitto.

Rappresentando la planimetria di una città tramite gli ampi quadrati, più o meno

regolari e a scacchiera, l’autore propone una riflessione della realtà metropolitana

degli anni 30.

In linea generale, Klee non fu un astrattista puro: amava infatti osservare la natura e

per questo collezionava conchiglie, fossili, farfalle, fiori per studiarne le forme per

scoprire l'energia vitale nascosta in esse e che la pittura doveva rendere visibile.

 

PRIMAVERA (Sandro Botticelli)

 

 

Risalente al 1481 circa e rappresentato a tempera grassa su tavola, fu realizzato in

occasione del matrimonio di Lorenzo di Pierfrancesco de Medici, cugino del

Magnifico, ispirandosi ai testi della cultura classica, più precisamente di Ovidio.

La scena è ambientata in un giardino in cui sono rappresentate più di cinquecento

specie di piante di fiori (molte di queste sono simbolo del matrimonio). Esso è

infatti il Giardino di Venere, che secondo la mitologia si trovava nell’isola di Cipro.

Il racconto allegorico si “legge” da destra verso sinistra: vediamo Zefiro, con le

guance gonfie e il colorito bluastro a rappresentare il vento primaverile, che afferra

la ninfa Clori, che si trasforma in seguito in Flora, che personifica la primavera

indossando un abito fiorito e ghirlande di fiori al collo e sul capo. Loro 

simboleggiano l’amore terreno.

Le altre figure invece riproducono l’amore spirituale: al centro della scena c’è

Venere, la dea dell’amore, più alta delle altre figure, sovrastata del figlio Cupido

che scocca la freccia contro le tre Grazie, che simboleggiano l’amore, la castità e la

bellezza, che ballano ed infine Mercurio, che alza verso il cielo il suo caduceo per poter dissipare le nuvole.

Tutte le figure sono rappresentate con una lingua elegante che mette in risalto i contorni, con le ombre appena accennate.

A cura di Federica Ghisu

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