Mi chiamo Anton. Ho diciassette anni. Sono Ucraino. Mi sono trasferito in Italia cinque anni fa nel 2012. Mi sono trasferito per motivi dello studio. In cinque anni della vita ho imparato l'italiano. Il mio livello della lingua non è tanto alto, ma secondo me è sufficiente per lo studio e altro tipo di comunicazioni con gli altri. La vita all'estero per me è dura e crudele, ma mi sono abituato. Non avendo amici e con chi discutere sulle diverse domande che mi venivano in testa, mi sono chiuso in se stesso. Il primo anno era più difficile. Tutto era molto diverso da quello a che cosa mi sono abituato. Certo ho dovuto accettare la cultura Italiana, la cucina, abitudini e tutt'altro. Era abbastanza facile. Non avevvo amici, non sapevo la lingua, non sapevo la città e quindi non potevo uscire, divertirmi e passare il tempo con gioia. Nelle medie i ragazzi della mia età non mi sopportavano. Non so perché. Spesso mi prendevano in giro, facevano brutti scherzi. Io che non capivo nulla non potevo risponderli. Il secondo anno ho imparato un po' la lingua guardando la TV. Ho iniziato a capire quasi tutto, ho iniziato a prendere i voti più alti rispetto all'anno scorso. I miei compagni continuavano a prendermi in giro, allora sono andato a fare muay thai e poi dopo la lotta libera. Tutti hanno iniziato avere paura di me. Mi sentivo meglio quando hanno smesso. Dopo due anni ho smesso di credere in Dio. Per me non esisteva più. Così è cominciata la vita priva del tutto dei miracoli e piena di diversi ragionamenti basati sui fatti. Questo è il problema più grande. In differenza ai adolescenti italiani, gli adolescenti di peasi come Ucraina, Bielorussia, Russia e Polonia maturano prima. È ciò che non permette di fare amicizie con altri ragazzi. I scherzi, il comportamento e ragionamento per me sono assurdi. Non riesco a capire come mai che loro crescono in questo modo? Il fatto è che, l'uomo è una creatura che non ha voglia di accettare ciò che per lui sia incomprensibile, ciò a che cosa non sia abituato, ciò che per lui sia assurdo. Dopo le superiori. Anche qui non trovavo gli amici. Era sempre difficile. Lo studio è diventato ancora più difficile. Due anni in Pacinotti e poi alberti. Qui mi trovo meglio. I professori bravi e simpatici, compagni con quali posso chiacchierare di tutto, un amico da Bielorussia che ragiona come me e scherza come me. In somma, mi sento meglio. La vita all'estero sembra una vita migliore. Migliore perché ci sono tanti fattori come lo stipendio più alto, condizioni della vita sono migliori, ma dal altro punto di vista è piena di dolore e sofferenze, tanti cambiamenti e ragionamenti. L’Italia è un paese più famoso nel mondo per la sua pizza, cultura, architettura e tant’altro, ma dopo ciò che ho visto io, non voglio restare qua, ho l’intenzione di andare in un altro paese Europeo come la Germania, oppure in Stati Uniti.

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