Mancano davvero pochissimi mesi al tanto temuto Esame di Maturità e, inevitabilmente, alla decisione che cambierà le vite dei ragazzi di quinta: la scelta del percorso di studi universitari.

Nonostante io sia ancora in quarta, non posso dire di essere tranquillizzata dal fatto che manchi ancora un anno. Si sa, la scelta è da fare con largo anticipo, specialmente se uno intende frequentare una facoltà che implichi un test d’ingresso, soprattutto se nazionale.

L’orientamento, da solo, non è molto d’aiuto: esso viene quasi sempre concentrato all’interno della seconda metà dell’ultimo anno di liceo, aggiungendo un’ulteriore questione alla già frenetica vita dei maturandi.

D’altro canto, le università in periodo di “accaparramento studenti” si perdono in parole di miele, tentando di convincerti di essere la scelta giusta.

In mezzo alla confusione generale dei giovani adulti, il giornalino prova a fare quello che può per fare ordine in questa confusione.

È per questo che ho posto alcune domande ad alcuni ex studenti dell’Alberti, che si sono diplomati appena l’anno scorso e che hanno recentemente scavalcato il grande gradino del dubbio amletico.

Gli ex albertini in questione sono Emma Giua, Alice Facchini e Fabrizio Alba, tutti e tre reduci del corso B.

-COSA STUDIATE E CHE UNIVERSITÀ FREQUENTATE?

Alice: Economia e Gestione Aziendale, all’Università di Cagliari.

Emma:  Chimica e Tecnologie Farmaceutiche, alla Cittadella Universitaria di Monserrato.

Fabrizio: Ingegneria Meccanica, a Cagliari.

-ERA LA VOSTRA PRIMA SCELTA? SE SÌ, QUANDO AVETE CAPITO COSA FARE? CI PENSAVATE DA UN PO’ OPPURE E’ STATA PIU’ UN’ILLUMINAZIONE DELL’ULTIMO MINUTO?

Alice: io ho deciso all’ultimo, non c’era nulla che mi convincesse ed ero disperata. Sono andata per esclusione: dopo aver partecipato alle varie giornate di orientamento, ho capito che economia era la scelta più razionale.

Emma: in realtà no. La mia prima scelta è stata medicina, tutt’ora vorrei farla. È una decisione che ho preso sin dal primo anno del liceo, se non prima… è il mio sogno nel cassetto.

Fabrizio: sì, ho sempre voluto studiare questa particolare branca dell’ingegneria, in quanto vorrei lavorare nel campo motoristico o automobilistico.

-A PROPOSITO DI ORIENTAMENTO: PENSATE CHE SIA STRUTTURATO NELLA GIUSTA MANIERA? AIUTA DAVVERO AD “ORIENTARE”, GIUNTI ORMAI ALL’ULTIMO ANNO? INIZIARE LE ATTIVITÀ GIÀ DAI PRIMI ANNI DEL TRIENNIO, POTREBBE GIOVARE, PIUTTOSTO CHE CONCENTRARE LA FRENESIA VICINO ALL’ESAME?

Alice: le giornate di orientamento aiutano sicuramente, dato che si ha possibilità di confrontarsi con docenti e studenti, anche se è necessario informarsi individualmente. Le attività andrebbero iniziate in quarta, durante gli ultimi mesi della quinta si è troppo impegnati a studiare, preparare la tesina e disperarsi. La giusta scelta dell’università è fondamentale.

Emma: credo sia giusto iniziare un po’ prima l’orientamento, in modo da avere più tempo per compiere la scelta più logica. Personalmente, ho seguito solo l’orientamento di quello che mi interessava, ovvero delle Facoltà di Medicina e di Biologia e Farmacia: sono stati entrambi utili e soddisfacenti.

Fabrizio: giornate di orientamento approfondito in quarta e quinta non possono che giovare. Trovo che gli orientamenti qua a Cagliari siano troppo generici: si preoccupano di convincere gli studenti che la loro facoltà sia migliore delle altre, lasciando però dubbi importanti ai ragazzi.

-VOI AVETE GIÀ COMPIUTO IL “GRANDE PASSO”: CONSIGLI PER UNA SCELTA PIÙ CONSAPEVOLE DA VOI DIPLOMATI, A DEI POVERI DICIOTTENNI CONFUSI?

 

Alice: consiglio di fare un’attenta analisi delle materie che vi piacciono, considerando anche le vostre capacità. Seguite l’istinto, porta quasi sempre alla scelta migliore. Bisogna seguire le passioni, ma anche dare uno sguardo agli sbocchi lavorativi che offre la vostra scelta. Studiare fuori può attrarre, è un buon modo per essere indipendenti ed è un’esperienza da fare, ma l’università comporta sacrifici e studio costante, quindi doversi ambientare in una nuova città, mentre si studia, può essere faticoso. In ogni caso, la scelta è vostra e non dovete farvi influenzare da nessuno.

Emma: il consiglio che vi posso dare io è di scegliere di fare quello che vi piace, coltivate le vostre passioni, perché studiare all’università qualcosa che non vi piace veramente, la renderà più pesante di quanto già non sia, rendendo più arduo il vostro percorso. Vi consiglio inoltre di godervi gli anni del liceo il più possibile, specialmente l’ultimo: quando sarete all’università, li rimpiangerete e vi mancheranno.

Fabrizio: l’unico consiglio che mi sento di dare è di non preoccuparsi se non si riesce ad entrare al primo colpo dove si vuole: perdere un anno, non è la fine del mondo. Inoltre, è possibile scegliere nel frattempo un’altra università “simile” che permetta di portarsi avanti con gli esami in comune.

-COSA VORRESTE FARE DA GRANDI? AVETE UN’IDEA PRECISA, UN SOGNO GIGANTESCO, CHE VORRESTE REALIZZARE?

Alice: restando nel mio campo di studi, e razionalmente parlando, direi diventare direttrice di catene alberghiere o resort, oppure manager in una grande azienda o occuparmi di economia in ambito diplomatico e internazionale. Il mio sogno più grande, però, è ben lontano dal mio percorso di studi: mi piacerebbe diventare un’attrice di cinema.

Emma: il mio più grande sogno è diventare una dermatologa e intendo mettercela tutta per realizzarlo. Ho comunque alcune alternative valide che non mi dispiacerebbe.

Fabrizio: sarebbe bellissimo poter aprire la mia impresa in campo automobilistico, ma lavorare in una azienda come la Fiat non sarebbe affatto male. Mi piacerebbe anche poter insegnare, in ambiente universitario.

 

SIETE FELICI, E SODDISFATTI, DEL PERCORSO FATTO FINO AD ORA?

Alice: assolutamente sì, anche perché il liceo scientifico ti dà una preparazione completa, permettendo di affinare il giusto metodo di studio.

Emma: sì, molto. La scuola mi ha dato una buona formazione e buon metodo, grazie ai quali ora me la sto cavando per lo studio universitario, decisamente più intenso di quello del liceo.

Fabrizio: decisamente sì.

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